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Beautiful Bank - La truffa di Bianca Mander-Jones - I pirati che invadono il Voiceover

Una telenovela con 

Non è la prima volta ma è bene saper riconoscere quando si è sotto attacco. Perfino persone con una certa esperienza ci cascano ed è il caso di ripetersi negli avvisi per non cascarci.

Ecco un racconto, una soap opera, per riprendere l'allenamento alla gestione critica dei casting, delle proposte di lavoro, per evitare di cadere in trappole che possono davvero diventare pericolose. 


Ma partiamo dall'inizio, dalla prima mail di Bianca Mender-Jones.

 

Era un lunedì tranquillo, troppo tranquillo per le mie abitudini.
Ma d'altra parte, come disse quel tale, luglio è il sabato dei mesi e tanti vanno in vacanza, quindi il lavoro rallenta e per noi che siamo abituati a ritmi intensi di VoiceOver, nasce una sorta di frenesia: dobbiamo lavorare. Ed ecco che arriva una mail! Un possibile cliente nuovo, una persona che sembra avere molto apprezzato i nostri demo on line, su Bodalgo. Ma davvero? 

 

Sì, davvero. Siccome non le avevo risposto perché G-Mail aveva capito prima di me con chi avevamo a che fare, spammando il suo primo messaggio, Bianca Mander-Jones ci ha riprovato passando da una pagina del mio sito, questo dove sei tu, una pagina non visibile ma indicizzata per Google e dedicata a Bodalgo. Quindi è il portale ad essere preso di mira.
Ed è facile comprendere perché: database di voci, database di freelance, database di persone che sono abituate a lavorare sulla fiducia.

 

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Evoluzione delle Piante_ Dalle Alghe all
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Campanelli di allarme - Red Flag

Una collega mi faceva notare come sia facile cadere in trappola, data la natura del nostro mestiere che ci vede operare spesso con persone sconosciute. In effetti, gli stessi addetti del settore si sono adeguati ai meccanismi di un mercato che vuole ogni servizio come un oggetto scaricabile on line, quindi poche domande, poche cerimonie: mail di richiesta, budget, NDA (quando è richiesto), testo e formato e via, registrare e inviare i file.
Sembra che, interessarsi al cliente, cercare di creare un rapporto di comunicazione, conoscersi meglio prima di passare ai fatti, sia un eccesso di zelo. Quel che più conta sono i soldi, pochi, maledetti e possibilmente subito. Mercificazione dei servizi. 
Eppure, nonostante tutto ci sono dettagli che dovrebbero accendere il nostro senso critico: 

1- Il cliente ha un sito web? Compare sui Social? Ha lasciato tracce del suo passaggio on line? Qualche amico o collega ne ha mai sentito parlare?

  •  Sito web: se con servizi come whois sembra stato messo in piedi da pochissimo tempo, è sospetto. Il sito stesso potrebbe essere una scatola vuota.
  •  Profili Social: tutte le aziende hanno una presenza on line, se non altro per far sapere ai clienti della loro esistenza, per proporsi. La persona dovrebbe esistere. Non è necessario ma è un punto a favore.
  •  Mail da gmail o altri provider di posta non legati al sito web: questo potrebbe escludere la verifica del sito.
    Qualche semplice domanda costringe un truffatore a fornire dettagli da cui è facile comprendere la natura della richiesta. Come pagate? Mi inviate i dati per la fatturazione? Mandatemi l'NDA o il contratto.
    Nel contratto devono esserci dati. Un contratto non si sottoscrive senza dettagli privacy e legali. Su cifre importanti poi, il contratto al primo incontro dovrebbe essere la base di partenza di ogni lavoro.

2- L'importo e la valuta del progetto: a tutti piace essere pagati il giusto, ovvero secondo i prezzi standard di mercato. Siccome a praticare il nostro mestiere ci sono moltissimi appassionati tecnologicamente attrezzati, in tanti ignorano i parametri e si sentono investiti dalla fortuna davanti ad una proposta elevata. Altri semplicemente non si fanno domande e prendono quel che viene, un giorno son 5$ un giorno son 5000$. Un atteggiamento in parte ingenuo, in parte poco professionale o poco etico. Se ti stanno pagando troppo rispetto al solito, chiediti perché.

 

 

3- Ti chiedono un pagamento per sbloccare un pagamento. Ecco, questo è una sirena assordante che non puoi non sentire. Ah, ma mi pagano in sterline e io ricevo in euro. E quindi? Il costo della transazione è a carico del cliente, in genere. Salvo accordi nel contratto. Alcuni ad esempio pagano via Paypal e a te arriva meno denaro per il cambio valuta della piattaforma, sempre a suo favore, e per la tariffa che il cliente ha lasciato a tuo carico. 
In nessun caso tu devi pagare una tassa o una cifra cauzionale per avere i tuoi soldi. Quella è una truffa.

4- La fretta! Nelle ultime occasioni la fretta non c'è stata nella richiesta di elaborazione dei file audio, c'erano tempi larghi per la consegna.
La fretta si è rivelato uno degli ingredienti dei truffatori per risolvere il pagamento: se vuoi sbloccare i tuoi soldi devi farmi il pagamento entro 10 minuti!

Già, perché se avessi il tempo di pensare sono certo che capiresti di essere stato preso per il naso. E loro lo sanno benissimo.

 

Cosa rischi: nella peggiore delle ipotesi perdi soldi, quelli che hai deciso di pagare nonostante la sirena suonasse a tutto spiano. Magari hai perfino inviato una ricevuta o una fattura con tutti i tuoi dati.
Nella migliore delle ipotesi, perdi tempo, perché comunque hai elaborato un audio, sicuramente lungo e impegnativo.

Una nota importante: non è il portale la causa di questa vicende, il portale è solo un mezzo con cui questi truffatori, sicuramente organizzazioni malavitose, arrivano a te con le idee più chiare circa le tue aspirazioni. Non spulciano i Social per sapere come fregarti, sanno già che vivi di VoiceOver o almeno che frequenti il settore e speri in un incarico.

Successivamente a questa truffa, ne è arrivata una nuova ma identica in tutto e per tutto a quella ricevuta con l'etichetta Bodalgo, certamente organizzata dalla stessa gente. Arrivava da con l'etichetta Voci.net. Ignare vittime della cosa, i portali nominati nella truffa sono usati come viatico per ottenere più credibilità. In questa nuova ondata, il nome del cliente è Lucinda Sodart, nome assolutamente inventato o preso in prestito on line. 
Ma arrivano o arriveranno da ogni portale: voice123, voices dot com o altri portali da cui è possibile trovare i tuoi contatti. In particolare se sul tuo sito hai un rimando al tuo profilo sul portale stesso.

A noi interessa il meccanismo,
perché le presunte persone alle spalle sono  certamente parte di organizzazioni criminali, piuttosto che due furbetti occasionali. C'è un metodo, un pattern riconoscibile nella truffa.

La tecnica prevede di far lavorare tanto la vittima, fargli perdere tanto tempo attraverso un offerta di lavoro. 
Per ora la cifra è molto alta rispetto agli standard, quindi ingolosisce. 
Ma potrebbero rientrare negli standard di mercato e semplicemente proporre lavori grossi. L'essenziale è che l'aspettativa d'incasso sia elevata, solo così la trappola si attiva.
Promettono di pagare parte del lavoro durante la lavorazione, ed è esattamente li che fanno scattare la trappola. Ma vogliono vederli i file. Non li ascoltano, non sanno nemmeno che voce tu abbia e se tu abbia letto quel testo che ti mandano oppure no.
A loro serve sapere a che livello di cottura sei arrivato. 

Qui c'è un link a Dropbox con i file che ho usato io, tutti fatti gratuitamente in AI e nominati così da far credere loro che ero pronto al passo successivo. Il pagamento. Se vuoi farli lavorare un po' fagli credere che ci stai cascando.
Ma anche no.

Ed ecco che Bianca/Lucinda fa scattare la trappola suddivisa in più step, ognuno pensato per portare la vittima in un luogo preciso, la chat della sua finta banca. Lì, l'ipnosi della fretta mescolata al veleno della cupidigia possono sortire l'effetto, pagare per sperare di farsi pagare. 

 

 

Buona visione!

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